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Israelitico, ANMIRS: Autorizzazione parziale concessa dalla Regione non risolve problemi ma lascia criticità irrisolte

“L’autorizzazione concessa dalla Regione Lazio all’ospedale Israelitico ad erogare solo prestazioni private e non ancora in tutte le sue sedi non risolve in alcun modo i problemi della struttura ma anzi, lascia la situazione invariata, con tutte le criticità per il personale ed i pazienti che ancora non sanno con certezza quale sarà il loro futuro”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Ci sembra quantomeno strano come le carenze urbanistiche e strutturali dell’ ospedale siano state evidenziate solo oggi, dopo anni di attività ed innumerevoli controlli da parte della Asl e della Regione –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS –Inoltre con questa scelta l’operatività dell’Ospedale non viene garantita: i 100 posti letto disponibili per accettare pazienti provenienti dai Pronto Soccorso dei vari ospedali laziali, come ben noto congestionati, rimangono inutilizzati; il blocco delle prestazioni ambulatoriali aggrava le già bibliche liste di attesa della regione; soprattutto l’ospedale con le sole entrate della attività privata sarà destinato certo a non andare molto lontano”.

“Sinceramente facciamo fatica a comprendere la scelta compiuta dal commissario ad acta nonché presidente Nicola Zingaretti –prosegue ancora Menichella – che, in attesa dell’accreditamento definitivo, legato all’insediamento del Commissario prefettizio, meglio avrebbe fatto a concedere l’accreditamento provvisorio con il quale sarebbe stato possibile avviare la piena ripresa dell’attività, garantendo l’assistenza ai pazienti e agli stessi lavoratori verso i quali invece è stato dimostrato un totale disinteresse considerato che ad oggi i funzionari della Regione non hanno ancora ritenuto opportuno incontrare i sindacati”.

“A questo punto ci domandiamo se dietro al ritardo nell’insediamento del Commissario Russo ci siano solo lungaggini burocratiche o ci sia dell’altro” –conclude la nota.

Israelitico, ANMIRS: Regione dia un segnale o l’ospedale muore

“Continua senza sosta l’odissea dei dipendenti dell’ospedale Israelitico di Roma. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta di sospensiva del decreto del commissario ad acta, Nicola Zingaretti, che aveva revocato l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento per l’ospedale”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Ciò si aggiunge –prosegue la nota- al rischio concreto per i lavoratori di non ricevere o ricevere solo in parte stipendi e tredicesime come già denunciato negli scorsi giorni e all’attesa per l’insediamento del nuovo commissario, il prof. Massimo Russo, nominato di recente dal prefetto Gabrielli, ma che ancora non si è potuto insediare a causa di lungaggini e problemi burocratici. Un particolare non trascurabile se è vero che dal suo arrivo effettivo dipende la riattivazione della convenzione con la Regione”.

“Un quadro desolante che sta portando alla chiusura dell’Israelitico e di cui però in pochi sembrano interessarsene –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS- Basti pensare che la stessa Regione Lazio, ad oggi, non si è ancora degnata di rispondere alla richiesta urgente di incontro che è stata inoltrata negli scorsi giorni dai sindacati per conoscere il reale stato dei fatti e cosa impedisca concretamente la piena riapertura del nosocomio. Infatti la Regione potrebbe quanto meno concedere un’autorizzazione provvisoria ma evidentemente per la struttura commissariale le sorti dell’ospedale non rappresentano un problema urgente. Peccato che per i dipendenti e per le loro famiglie questo rimpallo di responsabilità si traduca in un presente carico di preoccupazioni e in un futuro incerto”.

“Il tempo delle chiacchiere è comunque finito. Se qualcuno alla Pisana ha veramente a cuore le sorti dell’Israelitico lo dimostri subito, altrimenti l’ospedale è condannato a morire in una lenta agonia e a pagare sarà come al solito chi non ha avuto alcuna responsabilità in questa triste vicenda, ovvero i pazienti ed i dipendenti” –conclude Menichella.

Israelitico, ANMIRS: A rischio stipendi e tredicesime per tutto il personale. Regione conceda almeno autorizzazione temporanea

“Dopo un periodo di annunci trionfalistici e di grande ottimismo, la situazione all’ospedale Israelitico di Roma rischia nuovamente di piombare nel caos più profondo. Il commissario straordinario nominato dalla comunità Ebraica, il prof Celotto, ha infatti comunicato ai sindacati di non poter garantire ad oggi la regolare erogazione di salari e tredicesime per tutti i dipendenti della struttura sanitaria, a causa della mancata riattivazione della convenzione tra la stessa e la Regione Lazio che a sua volta starebbe aspettando l’effettivo insediamento del commissario nominato dal prefetto Gabrielli, il prof. Massimo Russo”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Si tratta di un fatto gravissimo che getta nuovamente una pesante ombra sul futuro degli 800 dipendenti dell’Israelitico e delle loro famiglie –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS- travolti da uno scandalo di cui non hanno alcuna colpa”.

“Non possiamo accettare che i lavoratori ed i pazienti di un centro di eccellenza della sanità regionale vengano abbandonati al proprio destino – prosegue ancora Menichella- a causa di lungaggini burocratiche e di rimpalli di responsabilità stucchevoli tra chi è stato chiamato a garantire la sopravvivenza ed il rilancio dell’Israelitico”.

“Al tempo stesso ci auguriamo che il presidente nonché commissario ad acta Zingaretti ed i suoi tecnici si attivino, in attesa di reinstaurare la convenzione con l’ospedale, per concedere quantomeno un’autorizzazione temporanea che potrebbe restituire la dignità e certezze per il proprio futuro a tutti i dipendenti. Diversamente, ognuno sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità” – conclude la nota.

Israelitico, ANMIRS: Bene nomina Russo. Menichella: Ora Regione riattivi accreditamento

“Apprendiamo con soddisfazione la nomina di Massimo Russo a commissario straordinario dell’ospedale Israelitico di Roma”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Grazie a questo passaggio –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS – sarà finalmente possibile far ripartire l’Israelitico, garantendone la sopravvivenza e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Abbiamo piena fiducia nella professionalità e nell’esperienza del neo commissario che, siamo certi, saprà farsi garante delle grandi preoccupazioni che da settimane tormentano i medici e tutto il personale del nosocomio”.

“Ringraziamo il Prefetto Gabrielli per la disponibilità e la sensibilità dimostrata in tutti i colloqui e gli incontri con i sindacati e ci auguriamo che anche la Regione Lazio a questo punto faccia la sua parte in tempi rapidi, riattivando l’accreditamento con l’Israelitico e restituendo serenità e certezze per il futuro a tutti i lavoratori”.

Israelitico ANMIRS: Bene impegno Comunità Ebraica. Menichella: “Ora attendiamo pronunciamento Regione. Pronti a ogni iniziativa per tutelare iscritti e lavoratori”

“In attesa che la Prefettura di Roma risponda alla nostra richiesta di stabilire un incontro con la Regione Lazio per un tentativo di conciliazione che porti al ritiro del decreto commissariale che ha di fatto revocato l’accreditamento dell’ospedale Israelitico di Roma, prendiamo atto dell’intenzione della Comunità Ebraica di nominare un Commissario straordinario e soprattutto di salvaguardare gli 800 posti di lavoro della struttura”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Si tratta di un impegno importante, necessario, per ridare speranza a quei tanti lavoratori grazie ai quali l’Israelitico si è consacrato in questi anni vera e propria eccellenza del sistema sanitario regionale –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS- Un punto di riferimento per tutti, non solo per una comunità religiosa, che non può e non deve essere messo in discussione da un’inchiesta importante ma che riguarda esclusivamente un ristretto numero di persone”.

“Ora attendiamo che si pronunci la Regione Lazio. Sin dalla campagna elettorale abbiamo avuto modo di dialogare con il presidente, nonché commissario ad acta, Zingaretti, e con la cabina di regia ed i suoi tecnici. Siamo certi che tali professionalità non possano mettere a rischio il futuro di un ospedale che oggi è tra i pochi nel Lazio a poter vantare un rapporto fiduciario con una vasta utenza. Diversamente, come sindacato che rappresenta la quasi totalità dei medici dell’Israelitico, siamo pronti a ogni iniziativa che la legge ci consente per tutelare i nostri iscritti e tutti i dipendenti del nosocomio” – conclude il comunicato.

Israelitico ANMIRS: Chiesto incontro alla Prefettura di Roma. Menichella: “Non possiamo condannare lavoratori e pazienti. L’ospedale non può essere lasciato morire”

“L’ANMIRS ha richiesto ufficialmente un incontro alla Prefettura di Roma per cercare un tentativo di conciliazione con la Regione Lazio in relazione al Decreto Commissariale dello scorso 23 ottobre che dispone la sospensione in via cautelare dell’autorizzazione all’esercizio e dell’accreditamento dell’Ospedale Israelitico di Roma”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“La situazione è gravissima –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS- Non possiamo accettare che l’Israelitico venga lasciato morire nell’indifferenza generale. La magistratura, come è giusto che sia, accerterà eventuali responsabilità personali, ma nel frattempo non si possono condannare all’oblio né i tanti pazienti che in questo momento vi sono ospitati e che andrebbero ricollocati in altri ospedali, né i professionisti che operano all’interno della struttura e che con i fatti contestati non hanno nulla a che fare”.

“I medici, gli infermieri e gli altri dipendenti dell’Israelitico –prosegue ancora Menichella – sono lavoratori seri e altamente qualificati grazie ai quali l’ospedale è divenuto nel tempo una vera e propria eccellenza del sistema sanitario regionale. Ora non si può fare di tutta l’erba un fascio, soprattutto perché i reati contestati riguarderebbero un ristretto numero di persone”.

“Alla luce di tutto ciò chiediamo alla Prefettura di Roma, alla Regione Lazio e alla Comunità Ebraica di adoperarsi affinché ai dipendenti e ai pazienti dell’Israelitico siano restituite dignità e certezza per il proprio futuro.  Perché chiudere l’ospedale significherebbe colpire loro che non hanno alcuna colpa in questa triste vicenda. E noi questo non possiamo permetterlo” –conclude la nota.

Israelitico, ANMIRS: Tutelare lavoratori e continuità assistenziale

“La rappresentanza sindacale ANMIRS esprime profonda preoccupazione in seguito agli ultimi fatti di cronaca che hanno riguardato l’ospedale Israelitico”.

Lo comunica, in una nota, l’ ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“In attesa che l’azione della magistratura faccia il suo corso accertando eventuali responsabilità personali e nella speranza che i colleghi coinvolti possano risultare estranei ai fatti – prosegue la nota –teniamo a ribadire come l’ospedale Israelitico sia una struttura sana, con tanti lavoratori che da anni portano avanti un lavoro serio e costante, grazie al quale è stato possibile sviluppare e consolidare un rapporto fiduciario con una vasta utenza. Non possiamo accettare che, in seguito al battage mediatico delle ultime settimane, si finisca per criminalizzare un intero ospedale.”

“L’Israelitico rappresenta un punto di riferimento per il sistema sanitario regionale e non solo. Pertanto ci auguriamo che il suo regolare funzionamento venga garantito, tutelando i posti di lavoro e la continuità assistenziale. Solo così sarà possibile porre le basi per un rilancio della struttura che siamo certi saprà ben presto scrollarsi di dosso dicerie e polemiche” – conclude il comunicato.