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Alessandria Oggi: L’ex vescovo di Alessandria Cardinal Versaldi messo da parte da Papa Francesco

Città del Vaticano (Lorenzo Mancini) – Papa Francesco ha deciso di creare una speciale commissione pontificia il cui presidente risponderà direttamente al Segretario di Stato Vaticano Cardinale Pietro Parolin. Sotto la lente d’ingrandimento è l’Idi, l’Istituto dermopatico dell’Immacolata, grande struttura sanitaria romana dei Padri concezionisti diretto dalla Congregazione dei Figli dell’Immacolata concezione di cui il cardinale Giuseppe Versaldi, ex vescovo di Alessandria, è a capo dal 2013 in qualità di delegato pontificio. Il Papa, con una decisione presa il 7 dicembre ma resa nota solo venerdì, ha istituito la “Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa” per una migliore gestione delle attività ma soprattutto per la conservazione dei beni. È una solenne bocciatura per Versaldi da parte del Pontefice che, ancora una volta, si trova in rotta di collisione col potentissimo cardinal Tarcisio Bertone, ex-segretario di Stato Vaticano, grande protettore di Versaldi che è stato suo vicario quando era vescovo di Vercelli. Il nuovo organismo sarà composto da un presidente e da sei esperti nelle discipline sanitarie, immobiliari, gestionali, economico-amministrative, finanziarie. Versaldi sarà di fatto scavalcato in quanto d’ora in poi gli ospedali gestiti da ordini religiosi non dovranno più far riferimento alla competente congregazione vaticana ma sarà il commissario alla sanità, d’accordo col Segretario di Stato Parolin, a dire l’ultima parola su gestione, dismissioni e riorganizzazioni. Tutto ciò è anche la naturale conseguenza dello scandalo dell’Idi travolto negli anni scorsi da indagini giudiziarie e da un crac clamoroso di centinaia di milioni. Da quando l’intervento della magistratura ha portato all’individuazione dei principali responsabili di una gestione scellerata causa di una situazione debitoria drammatica (650 milioni), la Regione Lazio (competente per la Sanità pubblica) e il Vaticano stanno cercando di salvare i 1334 posti di lavoro e alcuni servizi essenziali che il nosocomio aveva comunque erogato in passato. I dipendenti dell’Idi a loro volta hanno ingaggiato una battaglia dura per far sopravvivere l’Ospedale e salvare i posti di lavoro. Nel corso della crisi che va avanti ormai da più di tre anni (dal 2012), i lavoratori hanno continuato a far sentire la loro voce, anche in piazza San Pietro di fronte al Papa in occasione di qualche Angelus domenicale. E ancora solo pochi giorni fa sono stati organizzati presidi sindacali davanti all’ingresso dell’Ospedale per il timore che non siano mantenuti i livelli occupazionali dopo la firma degli accordi in base ai quali l’Idi è stato comunque salvato. Insomma c’è una storia di malagestione e una questione sociale dietro l’intera vicenda, un intreccio di inchieste giudiziarie e di tentativi, portati avanti fra le due sponde del Tevere, per cercare di non far chiudere i battenti al nosocomio. Nel 2013 il Vaticano commissariava una prima volta la Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione e nominava “commissario” il cardinale Giuseppe Versaldi, che a sua volta chiamava come suo vicario Giuseppe Profiti, manager della sanità cattolica, all’epoca alla guida del Bambin Gesù, legato, come Versaldi, al cardinale Tarcisio Bertone. Da quel momento è iniziata una lunga partita che ha visto coinvolti Governo e Regione fino al raggiungimento di una soluzione, siglata lo scorso aprile, in base alla quale la Fondazione Monti, di cui fa parte il Vaticano, acquistava il polo ospedaliero. Il protocollo d’intesa riceveva l’ok del ministero per lo Sviluppo economico e permetteva di mettere in salvo, almeno temporaneamente, i posti di lavoro e la struttura. Infatti nel mese di febbraio aveva fatto scalpore e destato qualche preoccupazione un’intercettazione fra il cardinal Versaldi e Profiti, nella quale sarebbe emersa la volontà dei due di nascondere al Papa la possibilità di dirottare all’Idi 30 milioni assegnati a loro volta al Bambin Gesù dalla Legge di Stabilità per tentare di mantenerne in ambito ecclesiale la proprietà. I giudici romani aprivano un fascicolo anche se a ottobre c’è stata l’archiviazione da parte della Procura della Repubblica di Roma in riferimento all’inchiesta che vedeva inquisiti il cardinale Giuseppe Versaldi e il manager Giuseppe Profiti in quanto, per il gip del Tribunale di Roma, Massimo Battistini, “non è configurabile il delitto di malversazione”. Il caso era stato aperto nel 2014 dalla Procura di Trani dopo le intercettazioni in cui il porporato e l’allora presidente dell’ospedale Bambino Gesù ragionavano su possibili operazioni finanziarie per acquisire l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata. Nella conversazione intercettata il porporato diceva che il Papa non avrebbe dovuto sapere che 30 milioni di fondi pubblici destinati all’ospedale sarebbero stati utilizzati per rilevare l’Idi.
Ora Versaldi, se da un lato è stato prosciolto dai giudici, dall’altro è stato licenziato dal Papa e cerca lavoro.
lo troverà sempre in Vaticano? Certamente sì dato il forte appoggio di Bertone.