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Gradenigo, ANMIRS: Saremo inflessibili cani da guardia sull’osservanza della legge regionale 15/2015

L’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri, prende posizione sulla vicenda “Gradenigo”.

“Ricordiamo a tutti -si legge in una nota- che l’attuale natura giuridica dell’ospedale Gradenigo di Torino è stata raggiunta attraverso un lungo e faticoso iter legislativo che si è concluso la scorsa estate con l’approvazione di una legge regionale specifica”

“Tale legge –precisa Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS– ribadisce non solo come il Gradenigo rimanga un presidio della ASL TO2 equiparato ad un ospedale pubblico, ma soprattutto come esso sia e debba rimanere organizzato strutturalmente e nella regolamentazione del personale come tale, rendendolo diverso da una casa di cura accreditata. I dipendenti, vincitori di concorso pubblico regolarmente approvato dalla Regione, per questo motivo mantengono l’equiparazione dei titoli e dei servizi con i colleghi del SSN ed i pazienti hanno la sicurezza che entrando nel Pronto Soccorso saranno assistiti con le stesse modalità e garanzie degli ospedali pubblici”.

“Questo comporta per Humanitas, dirigenti medici e Regione il diritto dovere di osservare scrupolosamente il Regolamento Ospedaliero in tutte le sue componenti”.

“L’ANMIRS -prosegue la nota- da parte sua sarà inflessibile nel verificare che venga rispettato quanto stabilito dalla legge regionale 15/2015 compresi diritti e doveri di tutti i medici che nel Gradenigo operano ed opereranno in futuro”.

“Non possono nemmeno essere prese in considerazione ipotesi che possano snaturare le modalità di assunzione nel Gradenigo. Humanitas potrà avvalersi di consulenti esterni di provato valore ma questi non potranno in alcun modo sostituirsi al personale strutturato. Resta fermo e inequivocabile che le assunzioni nella struttura dovranno essere regolate dalla già citata legge che l’Amministrazione si è impegnata a rispettare e sulla quale noi, insieme con la Regione saremo vigili cani da guardia”.

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