IDI, ANMIRS: No alla trasformazione del S. Carlo in casa di riposo. Aderiamo alla fiaccolata di lunedì 30 marzo

“Siamo bel lieti, come medici e come cittadini, di fare la nostra parte nel percorso di risanamento dell’Idi, così come del resto abbiamo sempre fatto sino ad oggi”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“La richiesta di disponibilità a fare nuovi sacrifici che l’amministrazione oggi ci chiede – prosegue il comunicato – può essere accettata solo ed esclusivamente davanti a solidi progetti di rilancio del Gruppo che tengano ben a mente quali siano le reali priorità dei dipendenti e delle loro famiglie. Invece ci è stato presentato un piano che prevede, tra le altre cose, la trasformazione del San Carlo di Nancy in una casa di riposo, con conseguente perdita per i medici che vi operano dell’equiparazione dei titoli e dei servizi con i colleghi del Servizio Sanitario Pubblico. Un fatto gravissimo che lede la dignità di tanti professionisti e ne mette a repentaglio il futuro. Lo stesso San Carlo non sarebbe acquistato direttamente dal privato di turno ma transiterebbe in una società cosiddetta “taxi”, creata per l’occasione.

Un piano con queste premesse per noi è e sarà sempre irricevibile. Pertanto i medici del gruppo Idi, oltre a proclamare lo stato di agitazione, parteciperanno alla fiaccolata di lunedì prossimo in programma a Roma insieme alle altre sigle sindacali” – conclude la nota.

IDI, ANMIRS: Medici proclamano stato di agitazione

“I medici degli ospedali Idi, San Carlo di Nancy e Villa Paola di Capranica, riuniti oggi in assemblee all’interno dei tre presidi, hanno proclamato all’unanimità lo stato di agitazione”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“La decisione –prosegue la nota- è stata presa visti gli sviluppi della trattativa per il passaggio di proprietà del Gruppo Idi che sta assumendo sempre più i connotati di una confusionaria negoziazione dove non sempre si capisce chi siano gli interlocutori e quali interessi rappresentino”.

“La proposta che ci è stata presentata prevede tra le altre cose la cessione del San Carlo ad un privato con passaggi poco chiari e trasparenti. Senza contare che tale operazione metterebbe a rischio l’equiparazione dei titoli e dei servizi dei medici nei confronti dei colleghi del servizio sanitario pubblico. A ciò si aggiunga che se da un lato a tutti i medici del Gruppo Idi vengono chiesti nuovi sacrifici –come se quelli portati avanti sino ad ora non fossero già sufficienti – dall’altro l’amministrazione continua a rimandare il pagamento degli stipendi ai camici bianchi, nonostante le promesse e gli impegni assunti in precedenza”.

“In questo quadro desolante ci domandiamo quale sia stato fino ad oggi l’apporto dato dal cardinal Versaldi e dai suoi uffici, e quale sia stato quello della struttura commissariale del Gruppo, considerato che l’indebitamento dell’Idi è aumentato, senza che siano state poste le basi per un rilancio delle strutture. Al tempo stesso dobbiamo constatare il totale disinteresse della Regione Lazio per il futuro di una delle eccellenze del proprio sistema assistenziale, disattendendo le promesse fatte ai sindacati in campagna elettorale. Non vorremmo che dietro a questo atteggiamento ci fosse un interesse ad abbandonare al proprio destino l’Idi, seguendo una mera logica ragionieristica.

Come più volte ribadito l’ANMIRS è pronta a battersi in ogni sede per garantire i propri iscritti e tutti i dipendenti” –conclude il comunicato.

IDI, ANMIRS: Ancora una volta medici senza stipendio

“Ancora una volta, per l’ennesima volta, l’ANMIRS è costretta a denunciare il ritardo nel pagamento degli stipendi per il personale medico del Gruppo IDI. Lo stipendio di febbraio, che doveva essere pagato entro il 15 marzo, non è stato ancora erogato nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione del Gruppo”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Gli impegni non rispettati sono divenuti oramai una triste abitudine all’IDI a cui però i medici faticano a rassegnarsi –prosegue la nota- Se l’IDI resta ancora oggi, nonostante gli scandali che lo hanno coinvolto, un punto di riferimento per la sanità laziale, lo si deve anche e soprattutto all’operato dei cosiddetti camici bianchi che ogni giorno si impegnano per erogare prestazioni sanitarie di eccellenza, nonostante una situazione ambientale difficile con la quale devono loro malgrado convivere.

Siamo però stanchi di ritardi e prese in giro. Pertanto chiediamo che l’amministrazione si attivi immediatamente affinché anche ai medici vengano erogati gli stipendi. Condividiamo la strada della concertazione e della collaborazione che più volte gli attuali vertici del Gruppo IDI hanno invocato ma solo a patto che gli impegni non siano a senso unico ma vengano rispettati da entrambe le parti, altrimenti non si è più credibili”. –conclude il comunicato.