Idi, ANMIRS: Ignorata proposta Vaticano, Commissari indicono nuova asta

“Alla fine è avvenuto quello che più temevano: la struttura commissariale del Gruppo IDI ha deciso di aprire una nuova asta anziché accettare l’offerta giunta negli scorsi giorni riconducibile al Vaticano che, se accettata, avrebbe consentito di rilanciare l’IDI e di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali”.

Lo dichiara, in una nota, Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“L’asta invece non da piena garanzia della tutela dei posti di lavoro e rischia di trasformarsi in un salto nel buio dalle conseguenze imprevedibili in primis per i lavoratori –prosegue Menichella – Pertanto non solo non condividiamo la scelta di indire una nuova asta ma contro di essa presenteremo nelle prossime ore una diffida al tribunale di Roma. La soluzione ai problemi dell’IDI era finalmente lì a portata di mano ma è stato deciso di agire diversamente ignorando completamente coloro che da anni si battono per garantire la sopravvivenza dell’IDI, del San Carlo di Nancy e Villa Paola di Capranica. Se da questa decisione deriverà un qualunque danno per i dipendenti, di natura economica, giuridica o di salvaguardia del posto di lavoro, allora chi l’ha presa dovrà assumersene ogni responsabilità” –conclude la nota.

Idi, ANMIRS: Si interessi anche Zingaretti

“Dopo aver auspicato l’intervento del Ministro Guidi chiediamo che anche il presidente nonché commissario ad acta Zingaretti torni ad interessarsi alla vicenda dell’IDI, del San Carlo di Nancy e di Villa Paola di Capranica in un momento decisivo per le sorti del Gruppo. Si tratta infatti di tre ospedali che a pieno titolo svolgono un ruolo di primo piano all’interno della sanità laziale e che non possono essere ignorati dalle istituzioni locali, in primis quella regionale”.

Lo dichiara, in una nota, Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“La proposta di acquisizione giunta in questi giorni che permetterebbe il rilancio della struttura e la salvaguardia dei livelli occupazionali –prosegue Menichella – continua ad essere ignorata dai commissari dell’IDI, un’ atteggiamento incomprensibile che rischia di penalizzare ulteriormente gli oltre 1200 dipendenti delle strutture”.

“Pertanto ci auguriamo che anche il massimo rappresentante della politica regionale si impegni per sostenere l’unica offerta in grado di garantire la sopravvivenza e la piena ripresa dell’IDI, restituendo dignità e certezze a tutti i lavoratori”.

Idi, ANMIRS: Intervenga il Ministro Guidi prima che sia troppo tardi

“Nonostante i nostri inviti a fare chiarezza, i commissari dell’IDI preferiscono ancora oggi restare in silenzio trincerandosi dietro ad un atteggiamento poco disponibile al confronto. Nel frattempo, nonostante gli sforzi di tutti, l’attuale struttura commissariale continua per propria ammissione ‘a bruciare cassa’ producendo un disavanzo di oltre un milione di euro al mese,  dilapidando quindi i crediti dei dipendenti. Ecco perché chiediamo che intervenga quanto prima il Ministro Guidi, al cui dicastero è affidata la supervisione del caso, per garantire che le proposte di acquisizione arrivate per il Gruppo vengano esaminate con la giusta considerazione”.

Lo dichiara, in una nota, Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Siamo infatti venuti a conoscenza di un’ offerta riconducibile al Vaticano –prosegue Menichella-  che prevederebbe la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali ed il pieno rilancio della struttura. Inoltre si farebbe carico di tutti i debiti verso i dipendenti, compresi gli stipendi non corrisposti ed il Tfr, e garantirebbe il mantenimento dell’attuale status giuridico e quindi dell’equiparazione dei titoli e dei servizi con il personale del Servizio Sanitario Nazionale”.

“Una proposta vera, concreta, che non capiamo veramente come possa essere rifiutata e soprattutto per cosa, considerato che non ne sono pervenute altre. Purtroppo non è eterna, è vincolata ad una scadenza temporale, per cui ogni ora che passa senza prenderla in considerazione seriamente fa tornare nuovamente l’IDI sull’orlo del baratro”.

“Come più volte ribadito l’ANMIRS è pronta a battersi in ogni sede per garantire i propri iscritti e tutti i dipendenti da manovre imprudenti” –conclude il comunicato.

Idi, ANMIRS: Commissari facciano chiarezza

“E’ giunto il momento che i commissari dell’IDI facciano chiarezza spiegando una volta per tutte ed in maniera ufficiale perché le proposte di acquisto giunte sino ad oggi siano state rifiutate”.

Lo dichiara, in una nota, Donato Menichella, Segretario Nazionale dell’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Sono anni ormai che i dipendenti dell’IDI convivono con una situazione drammatica al limite della sopportazione –prosegue Menichella- per questo è incomprensibile rifiutare un’offerta come quella della Congregazione che a noi risulta seria, solida, rispettosa dei livelli occupazionali, dell’integrità del Gruppo e della sua natura giuridica. Se questo non è vero allora invito la struttura commissariale a spiegarlo in maniera documentata, come è loro dovere in quanto pubblici ufficiali, perché non accetteremo passivamente che l’IDI sia condannato ancora una volta a restare nell’oblio. Come sindacato –conclude il comunicato – siamo pronti a batterci in ogni sede per arrivare alla verità”.

Idi, ANMIRS: Incomprensibile decisione dei Commissari di riaprire l’asta

“Speravamo che le varie istituzioni coinvolte, ad iniziare dai commissari Sanasi D’Arpe, Chiaruttini e Silvestri, avessero realmente a cuore il futuro dell’IDI ma evidentemente ci sbagliavamo. Non si capisce infatti perché si cerchi in tutti i modi di attuare uno “spezzatino” del Gruppo anziché prendere seriamente in considerazione l’unica proposta di acquisto ricevuta da parte di un soggetto solido e di natura religiosa che consentirebbe il mantenimento dello status giuridico attuale delle strutture, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la conservazione dell’equiparazione dei titoli e dei servizi con gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale”. Lo dichiara, in una nota, Donato Menichella, Segretario Nazionale dell’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri, al termine dell’incontro che si è tenuto quest’oggi al Ministero dello Sviluppo Economico sul futuro dell’IDI.

“Invece i commissari hanno deciso in maniera unilaterale senza alcuna concertazione di riaprire l’asta, peraltro già andata deserta in precedenza, preferendo verificare fino in fondo la possibilità di vendere l’IDI a ‘pezzi’ –prosegue Menichella- una decisione che non solo non comporta alcun vantaggio ma presenta innumerevoli lati negativi. Facendo trascorrere altro tempo infatti, si rischia di far accrescere ancora il debito maturato dall’IDI durante la gestione commissariale e mettere in discussione il pagamento degli stipendi che oggi, quando effettuato, viene sbandierato come un successo mentre dovrebbe essere la normalità. Il tutto senza voler considerare il fatto che ogni ulteriore mese che passa in attesa della cessione delle strutture del Gruppo IDI, stante le passività ulteriori che si accumulano, erode inevitabilmente la possibilità di una maggiore distribuzione del ricavato della vendita in favore dei creditori (ed in particolare in favore dei lavoratori che, ormai da anni, attendono di ricevere il frutto del lavoro prestato “gratis” per mesi e mesi – nel periodo precedente l’Amministrazione Straordinaria – solo al fine di mantenere in vita gli Ospedali). Se la situazione dovesse ulteriormente degenerare tutte le parti in causa, ad iniziare dalla struttura commissariale del Gruppo IDI, dovranno assumersi le proprie responsabilità e spiegare ai lavoratori perché si è preferito spacchettare e distruggere un’eccellenza della sanità nazionale anziché accettare una proposta seria e ragionevole che oggi è già sul tavolo e che sarebbe possibile portare a compimento nel giro di pochissimi giorni.”

“L’ANMIRS pretende la trasparenza degli atti ed è pronta a battersi in ogni sede, anche giudiziaria, per la tutela dei proprio iscritti e di tutti i lavoratori dell’IDI già provati da una gestione con poche luci e molte zone d’ombra” –conclude il comunicato.

Idi, ANMIRS: “No a ‘spezzatino’ del Gruppo”

“Come sindacato, come medici e come cittadini, siamo assolutamente contrari ad ogni ipotesi che possa prevedere, anche solo lontanamente, uno ‘spezzatino’ del Gruppo Idi Sanità e siamo pronti a passare alle vie legali per difendere lo spirito unitario che lega indissolubilmente l’Idi, il San Carlo di Nancy e Villa Paola di Capranica”.

Lo dichiara, in una nota, Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“In questi anni difficili, terribili per tutti i dipendenti –prosegue Menichella- abbiamo sempre promosso un’azione sindacale netta ma aperta al dialogo. Uno spirito propositivo e non disfattista che forse qualcuno ha travisato. Ed è bene allora ribadire con forza, oggi più che mai, che non accetteremo in alcun modo la vendita a pezzi delle strutture che fanno parte del Gruppo Idi”.

“Mettere in discussione l’identità dell’azienda non comporta alcun beneficio –prosegue il Segretario ANMIRS- ma semmai rischia di affossare definitivamente tutte le operazioni di rilancio che abbiamo portato avanti in questo periodo complicato. Pertanto non esiteremo a denunciare tutti coloro che, anche con manovre speculative, cercheranno di attuare operazioni di “spacchettamento”; così come sosterremo chi invece si batterà per preservare l’attuale natura no profit di una delle eccellenze del sistema sanitario laziale e l’equiparazione dei titoli e dei servizi con i colleghi del Sistema Sanitario Nazionale” –conclude il comunicato.