Montecitorio, presidio di Cgil, Cisl e Uil. Protestano anche lavoratori San Carlo-Idi e Cristo Re. Foto

Presidio di Cgil, Cisl e Uil davanti a Montecitorio. Al sit-in, organizzato in concomitanza dello sciopero nazionale dei lavoratori dei servizi pubblici e della scuola, sono arrivate già diverse centinaia di persone. Tra gli striscioni esposti davanti al Parlamento campeggia quello dei medici: «Chi paga la manovra? I soliti noti». In piazza Montecitorio sono presenti tutte le categorie del pubblico impiego, compresi alcuni lavoratori della sanità del Lazio, come il San Carlo-Idi e Cristo Re. «Per salvare l’Italia bisogna salvare i servizi pubblici», si legge uno striscione esposto dalle educatrici del Comune di Roma. «L’esito di questa manovra sarà quello di avere medici sempre più anziani e turni di lavoro notturni sempre più massacranti, senza prospettive per migliaia di giovani e precari – dice Massimo Cozza, segretario Fp Medici della Cgil -. Così si strangola il servizio sanitario nazionale. Un terzo dei medici del servizio sanitario nazionale ha già tra i 55 e i 65 anni, solo un medico su dieci ha tra i 40 e i 50 anni». «La manovra deve cambiare disegno – afferma il segretario della Fp Cgil del Lazio Lorenzo Mazzoli – perchè continua a chiedere sacrifici a chi ha già dato tanto in questi anni e in molti casi non è più in grado di dare». «Scioperiamo non solo per le pensioni e per il contratto nazionale – fa eco il segretario generale della Fp Cgil Rossana Dettori -, ma affinchè i servizi pubblici non vengano smantellati, perchè i servizi pubblici non sono differenti dai lavoratori». Tra i manifestanti anche il senatore del Pd Ignazio Marino giunto in piazza in camice bianco.

«Scendete dalle cattedre e venite nel paese normale a discutere con i sindacati e con la gente comune. Il 24 saremo in piazza non per rovinare il Natale a qualcuno ma perchè sappiamo che per i lavoratori colpiti dalla manovra non sarà un Natale sereno. Sul lavoro servono certezze, non ci sono salvatori della patria con le ricette giuste. Bisogna cambiare strategia per dare un futuro al Paese». Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al presidio dei lavoratori pubblici davanti al Parlamento. «Dicono riforma del lavoro, in realtà sono licenziamenti facili – ha aggiunto – scendete dall’empireo e guardate i disoccupati. L’articolo 18 è una norma di civiltà che dice che non si può licenziare un lavoratore perchè sta antipatico, ha opinioni politiche o fa il sindacato. Anche se non si applica a tutti è un deterrente contro la discriminazione»

«Bisogna cancellare la parola fannullone. Questa piazza è l’Italia che lavora, fannulloni sono quelli che negli anni scorsi ci hanno portato fino a qui. Questa manovra non è sopportabile per i lavoratori, i pensionati e chi fafatica ad arrivare a fine mese».Continua il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso «Se qualcuno pensa che si esce dalla crisi impoverendo il Paese, deve capire che abbiamo già dato e non abbiamo più nulla da dare nè per questa manovra nè per quelle annunciate», ha aggiunto. «Non pensino che avere la fiducia alla Camera e, nei prossimi giorni, al Senato, chiuda la partita. Noi continueremo perchè così il Paese non ce la fa. Cambiare si può», ha concluso Camusso ricordando in particolare l’importanza di tornare ai contratti nazionali per il pubblico impiego.

Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, chiede al ministro del Lavoro, Elsa Fornero, «incentivi per fare in modo che chi è più flessibile sul lavoro sia pagato di più e non diventi precario». «Lei lo dovrebbe sapere perchè fa la maestrina, senza più salario non si possono avere più contributi per la pensione», ha detto Bonanni al presidio dei lavoratori pubblici davanti al Parlamento. Il leader sindacale ha criticato duramente il governo «forte con noi debolI e debole con i forti e le corporazioni», «ecco perchè non ha voluto nessuna trattativa, nessuna concertazione, nessun dialogo con i sindacati – ha continuato Bonanni – questo avrebbe dato più trasparenza». «Il rigore doveva accompagnarsi con l’equità, ma di questa non c’è traccia», ha concluso.

«Dopo molti giorni siamo ancora qui a protestare contro provvedimenti che hanno tutto tranne il senso della giustizia. Non siamo per nulla rassegnati a lasciare che le cose procedano secondo la logica che vorrebbe il governo. La mobilitazione continua». Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, al presidio dei lavoratori pubblici davanti al Parlamento.

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Medici San Carlo in sciopero, da ottobre senza stipendio: “Preoccupati e stanchi di questa situazione”. Foto e video

Braccia incrociate oggi per i medici dell’ospedale San Carlo-Idi di Roma: da ottobre non ricevono lo stipendio e la proprietà ha annunciato che per loro non ci sono soldi per dicembre e per la tredicesima. «Siamo preoccupati e stanchi di questa situazione di incertezza – spiega Paolo de Stefanis, consigliere del sindacato dei medici degli ospedali religiosi Anmirs – e non si vede nemmeno uno spiraglio per risolvere la nostra situazione». «Gli ospedali religiosi del Lazio sono in profonda crisi per via dei tagli fatti e quelli annunciati – spiega Donato Menichella, segretario nazionale dell’Anmirs – e se non ci sarà una seria programmazione, un piano riorganizzazione dei servizi (cosa che non si vede) la loro sorte sarà una morte programmata. Gli ospedali religiosi come il Fatebenefratelli San Pietro e l’isola Tiberina, il Cristo Re, il San Carlo e l’Idi coprono un terzo dell’assistenza sanitaria regionale». Ieri la Regione ha fatto sapere che da parte sua i pagamenti ci sono stati, hanno spiegato i sindacalisti, dunque il problema riguarda anche la proprietà dell’ospedale. Intanto la direzione dell’istituto ha convocato i sindacati per domani pomeriggio. (Foto e video Macro-Lab)

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Martedì 13 dicembre sciopero medici al San Carlo

“Preoccupazione per il futuro del Gruppo IDI-San Carlo-Villa Paola”

“I medici dell’ospedale San Carlo di Nancy hanno proclamato una giornata di sciopero per il prossimo martedì 13 dicembre”. Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, l’Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“La decisione di scioperare è stata presa –prosegue la nota- dopo che l’amministrazione del gruppo IDI-San Carlo-Villa Paola ha comunicato che non pagherà gli stipendi di novembre, dicembre e la tredicesima. Fatto grave che va ad aggiungersi ai forti ritardi con cui negli scorsi mesi sono state pagate le retribuzioni, alla mancata applicazione del Contratto Nazionale di Lavoro con relativi arretrati, scaduto ormai nel lontano gennaio 2006, e alla totale assenza di dialogo tra amministrazione e dipendenti, che ad oggi non conoscono quale sarà il loro futuro e quello del Gruppo IDI, vera e propria eccellenza nel panorama della sanità laziale”.

“L’augurio –conclude la nota- è che l’amministrazione delle strutture e la Regione Lazio si attivino al più presto per predisporre un piano di riorganizzazione aziendale che consenta la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e il regolare pagamento degli stipendi”.

Continua la protesta dei lavoratori dell’ospedale Idi-San Carlo: “Adesione altissima dei dipendenti” Video

Sacchi a pelo e tende per passare la notte in ospedale e al mattino striscioni in piazza: bloccato l’ospedale Idi da stamattina, garantite solo le emergenza. S’intensifica la lotta dei dipendenti dell’ospedale Idi-San Carlo. La protesta, «per i mancati stipendi» è iniziata ieri con il blocco dell’Aurelia e prosegue oggi con uno sciopero indetto dalla Cgil-Cisl-Uil-Ugl del Lazio a cui, riferiscono dai sindacati, ha aderito il 100% dei lavoratori. Mentre questa notte diversi dipendenti della struttura del San Carlo e dell’Idi hanno dormito dentro le strutture, di fronte alle quali sono stati esposti striscioni esplicativi: «Ipocriti e buffoni», «ridatece li quattrini». Diverse centinaia i lavoratori che da questa mattina alle 7 stanno manifestando a piazza Ernerio per ottenere «gli stipendi di novembre, dicembre, la tredicesima per 1500 persone e per richiedere un piano di riorganizzazione e rilancio dei due ospedali». «Lunedì l’amministrazione ci ha stato annunciato che mancano i soldi per pagarci – spiega Leonida Mazza, segretario della Fp Cgil Roma Nord -. Ad oggi siamo in piazza perchè non c’è ancora nessuna certezza sul pagamento degli stipendi. Sollecitiamo ancora una volta La Regione Lazio a convocare al più presto le parti per fare chiarezza sul problema. Se non ci saranno immediate e strutturali risposte le nostre azioni di lotta si intensificherà». In piazza Ernerio i lavoratori urlano: «Senza soldi non si lavora»

San Carlo-IDI, ANMIRS: “Grande preoccupazione anche tra i medici”

“L’ANMIRS, che rappresenta la totalità dei medici degli ospedali IDI-San Carlo-Villa Paola, ha tenuto urgenti assemblee presso le strutture del gruppo nella giornata odierna. Anche tra il personale medico c’è grande preoccupazione per la grave situazione in cui versano gli ospedali”. Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, l’Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“I medici –prosegue la nota- al pari di tutti gli altri lavoratori delle strutture, da mesi hanno percepito con crescente ritardo gli stipendi. Come se non bastasse, ieri l’amministrazione ha comunicato che non pagherà le retribuzioni di novembre, dicembre e la tredicesima. Nonostante ciò il personale del gruppo IDI ha continuato e continua con costanza ed abnegazione ad erogare cure e prestazioni, tutelando al meglio la salute dei cittadini”.

“Oggi però si è giunti al punto di rottura di un precario equilibrio garantito dal personale. È arrivato il momento che l’Amministrazione e la Regione, ognuno per la propria parte, forniscano delle risposte chiare e rispettino gli accordi. I medici e tutti i lavoratori hanno ampiamente fatto la propria parte e anche di più”

“Ora tocca a chi ha la responsabilità gestionale ed amministrativa del gruppo IDI porre in essere quelle misure necessarie a garantire stabilità e certezze a tutti i dipendenti e alle loro famiglie –conclude la nota”.

Protesta dipendenti degli ospedali San Carlo e Idi: “Sono 6 mesi che siamo senza stipendio”

In queste ore i lavoratori del San Carlo e dell’Idi stanno manifestando, occupando pacificamente l’Aurelia e la sede dell’Ospedale, a Roma, per il mancato pagamento degli stipendi. Per questo motivo Il 7 dicembre dalle ore 7 alle ore 12 le lavoratrici e i lavoratori dell’Idi e di Villa Paola (sede distaccata dell’istituto con sede di Capranica Viterbo) scioperano e manifestano a Piazza Irnerio , il 13 scioperano invece i lavoratori del San Carlo. Lo sottolinea in una nota il segretario generale Cgil Fp Roma Nord, Leonida Mazza. «Sono sei mesi – sottolinea – che i lavoratori percepiscono lo stipendio con ritardo e mentre il sindacato chiede di conoscere quali siano le reali condizioni dell’istituto e quale sia il piano di risanamento dell’istituto la spiegazione che viene data dall’amministrazione della congregazione è che ciò è dovuto al mancato pagamento da parte della Regione Lazio delle rimesse mensili». «Oggi l’amministrazione ha convocato le organizzazioni sindacali e ha comunicato che non è in grado di garantire il pagamento dello stipendio di novembre, la tredicesima e lo stipendio di dicembre – prosegue – Le organizzazioni sindacali hanno deciso di chiedere l’apertura urgente di un tavolo triangolare presso la Regione Lazio, in attesa del quale confermano tutte le iniziative di lotta programmate». «Se la situazione non sarà affrontata celermente la protesta si farà più aspra – conclude – Nelle tre strutture lavorano 1500 lavoratori tra personale non medico e medico che hanno diritto alla retribuzione e a lavorare con serenità. Per questo sollecitiamo La Regione Lazio a convocare al più presto le parti per fare chiarezza su quanto dichiarato dall’amministrazione e per cercare di trovare soluzioni ai problemi denunciati».

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I paramedici dell’ospedale IDI di Roma hanno occupato l’ingresso principale della struttura

I paramedici dell’ospedale IDI di Roma hanno occupato l’ingresso principale della struttura. Alla base della protesta i ritardi nei pagamenti degli stipendi. Tra i manifestanti c’è tensione e preoccupazione per il futuro. Un paramedico ha accusato un malore ed è stato soccorso dai colleghi. Anche tra il personale medico è in corso una riunione permanente per decidere il da farsi.

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Sciopero Cristo Re – I video

I video dello sciopero dell’Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri, durante lo sciopero dei medici dell’Ospedale Cristo Re di Roma.

La decisione di scioperare è stata presa a causa della mancata attuazione di ben due contratti nazionali; del mancato pagamento degli arretrati (relativi al periodo 2006-2007 e di quelli relativi agli scatti di anzianità); del ritardato pagamento, da quasi due anni, delle mensilità ordinarie.

Il personale medico chiede che l’Amministrazione sia una presenza attiva e propositiva nell’affrontare le problematiche del lavoro; che si valorizzi il personale stesso; che si superino i contratti a tempo determinato e gli incarichi professionali. Ma soprattutto che si sviluppi un dialogo costruttivo, affinché i medici possano dare il proprio contributo ai piani di rilancio della struttura.

Sanità, A.N.M.I.R.S.: Sciopero medici Cristo Re necessario. Menichella: “Ci dispiace per i pazienti ma dovevamo far sentire la nostra voce”. Foto

“Siamo molti dispiaciuti per i pazienti ma era assolutamente necessario che facessimo sentire la nostra voce perché qualcuno si occupi di questa situazione e cerchi di risolverla”. Lo ha dichiarato Donato Menichella, Segretario Nazionale A.N.M.I.R.S., Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri, durante lo sciopero dei medici dell’Ospedale Cristo Re di Roma.

“Sono cinque anni che non viene rinnovato il contratto di lavoro –ha spiegato ancora Menichella- quindi le retribuzioni sono state ampiamente decurtate, non sono stati pagati gli arretrati di tanti anni e soprattutto c’è una grande incertezza, mese per mese, per il pagamento degli stipendi. C’è quindi un’insicurezza totale dei medici circa il loro futuro economico e professionale naturalmente. Lo scioperò durerà per l’intera giornata ma ci sono comunque colleghi che assicurano il servizio, mentre tutti gli altri stanno scioperando perché la cosa è naturalmente molto sentita”.

I perché dello sciopero:

La decisione di scioperare è stata presa a causa della mancata attuazione di ben due contratti nazionali; del mancato pagamento degli arretrati (relativi al periodo 2006-2007 e di quelli relativi agli scatti di anzianità); del ritardato pagamento, da quasi due anni, delle mensilità ordinarie.

Il personale medico chiede che l’Amministrazione sia una presenza attiva e propositiva nell’affrontare le problematiche del lavoro; che si valorizzi il personale stesso; che si superino i contratti a tempo determinato e gli incarichi professionali. Ma soprattutto che si sviluppi un dialogo costruttivo, affinché i medici possano dare il proprio contributo ai piani di rilancio della struttura. (foto Max Silvestri/Macro-Lab)

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Venerdì 2 dicembre sciopero dei medici Cristo Re

“I medici dell’ospedale Cristo Re di Roma hanno proclamato una giornata di sciopero per domani, venerdì 2 dicembre”. Lo comunica, in una nota, l’A.N.M.I.R.S., l’Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.
“La decisione di scioperare – prosegue la nota- è stata presa a causa della mancata attuazione di ben due contratti nazionali; del mancato pagamento degli arretrati (relativi al periodo 2006-2007 e di quelli relativi agli scatti di anzianità); del ritardato pagamento, da quasi due anni, delle mensilità ordinarie”.
“Nonostante una situazione oramai insostenibile l’Amministrazione, che sino ad oggi non ha dimostrato né la volontà né la capacità di trovare adeguate soluzioni ai problemi, continua a non voler sviluppare un dialogo con la dirigenza medica, mai minimamente coinvolta nella preparazione dei piani di rilancio aziendale e riorganizzazione dei lavoratori”.
“Il personale medico chiede fermamente che l’Amministrazione sia una presenza attiva e propositiva nell’affrontare le problematiche del lavoro; che si valorizzi il personale stesso; che si superino i contratti a tempo determinato e gli incarichi professionali. Ma soprattutto che si sviluppi un dialogo costruttivo, affinché i medici possano dare il proprio contributo ai piani di rilancio della struttura.”
“L’ospedale sta andando avanti da troppo tempo grazie alla professionalità e alla buona volontà dei medici e di tutto il personale, ma il limite della sopportazione è stato ampiamente raggiunto! Per questo ci auguriamo che l’Amministrazione voglia concertare con i medici e non contro di essi un serio programma di ristrutturazione che consenta all’ospedale di uscire dal tunnel nel quale è intrappolato da troppo tempo restituendo finalmente ai lavoratori e alle proprie famiglie tranquillità e certezze per il futuro”.

Per i colleghi che intendono seguire la manifestazione, domani i medici si ritroveranno dalle ore 9 nel piazzale antistante l’ingresso principale dell’Ospedale Cristo Re – Via delle Calasanziane 25 – 00167 Roma