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Israelitico, ANMIRS: Bene nomina Mostarda, ora Regione riattivi convenzione

“La nomina di Narciso Mostarda a commissario straordinario dell’ospedale Israelitico di Roma rappresenta una svolta importante, attesa da tempo e non più rinviabile, con la quale sarà finalmente possibile far ripartire la struttura salvaguardando i livelli occupazionali”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Dopo la rinuncia di Massimo Russo – spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS – era importante individuare subito un nuovo commissario e per la sensibilità e celerità dimostrata ringrazio il Prefetto Gabrielli e tutte le altre istituzioni coinvolte”.

“Ora ci aspettiamo che la Regione Lazio riattivi quanto prima la convezione con l’Israelitico, considerando che per farlo i tecnici della Pisana avevano posto come condizione proprio l’arrivo alla guida del nosocomio di un amministratore straordinario nominato dalla Prefettura di Roma”.

“In attesa di sapere cosa intenda fare la Regione rivolgiamo al Dott. Mostarda i nostri auguri di buon lavoro dando la nostra disponibilità a collaborare per individuare un percorso comune che consenta il rilancio dell’Israelitico preservando i posti di lavoro ed i diritti di tutti i dipendenti” – conclude il comunicato.

Israelitico, ANMIRS: Dopo rinuncia Russo si nomini subito un nuovo commissario

Il commissario nominato dalla Comunità Ebraica, Alfonso Celotto, ha comunicato con una lettera inviata ai dipendenti dell’ospedale Israelitico di Roma, la decisione del magistrato Massimo Russo di rinunciare all’incarico di commissario straordinario dell’Ente.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Non entriamo nel merito della scelta fatta dal dott. Russo –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS – ma a questo punto non possiamo che appellarci al prefetto di Roma Gabrielli, al Ministro Lorenzin, e a tutte le altre istituzioni coinvolte affinché si provveda a nominare quanto prima un nuovo commissario prefettizio”.

“Da quasi quattro mesi ormai l’Israelitico è fuori dal Servizio Sanitario Regionale –prosegue Menichella – Come è noto l’ospedale al momento può erogare solamente prestazioni private le quali sono però insufficienti a garantire la tenuta dei livelli occupazionali e certamente non bastano a soddisfare la domanda di assistenza di un’utenza vasta e variegata. In pratica –spiega ancora Menichella – ad oggi migliaia di pazienti non possono ricevere prestazioni sanitarie con rischi a volte molto gravi per la loro salute mentre 800 dipendenti sono costretti da mesi a convivere con lo spettro della perdita del posto di lavoro tra promesse e rimpalli di responsabilità istituzionali che hanno avuto come unico risultato quello di far passare del tempo inutilmente”.

“Ora questo tempo è finito ed è necessario che sin dai prossimi giorni, se non dalle prossime ore, si provveda a indicare un nuovo commissario che prenda il posto del dott. Russo ma soprattutto che sia nell’immediata possibilità di insediarsi. Solo così sarà possibile finalmente far ripartire l’Israelitico e riattivare la convenzione con la Regione, salvaguardando lavoratori e pazienti”.

“Diversamente ribadiamo ancora una volta la ferma intenzione dei dipendenti di agire con ogni strumento che la legge permette per far valere i propri diritti e superare l’attuale stato di emergenza occupazionale” –conclude il Segretario Nazionale ANMIRS.

Israelitico, ANMIRS: Incontrata proprietà dell’Ente, lavoratori pronti a intraprendere ogni forma di protesta

“Una folta rappresentanza dei lavoratori dell’ospedale Israelitico di Roma, medici, infermieri e amministrativi, ha incontrato la dott.ssa Ruth Dureghello, rappresentante della proprietà dell’Ente e presidente della comunità Ebraica di Roma, per confrontarsi sul futuro della struttura”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS. Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Dall’incontro è emerso come il principale ostacolo alla piena ripresa dell’attività dell’ospedale sia il mancato insediamento del commissario nominato ormai da più di due mesi dal prefetto Gabrielli –spiega Donato Menichella, segretario Nazionale ANMIRS- Al momento siamo in attesa che il CSM si riunisca il prossimo 27 gennaio per dare un parere definitivo sulla nomina di Massimo Russo a commissario straordinario dell’Israelitico”.

“Se la candidatura di Russo dovesse venire bocciata o ulteriormente rimandata –aggiunge ancora Menichella- la dottoressa Dureghello si è impegnata a chiedere alle istituzioni un’immediata sostituzione del commissario designato al prefetto non essendo tollerabili ulteriori dilazioni”.

“Da parte nostra abbiamo ribadito come, nel caso in cui non si pervenga al definitivo insediamento del commissario prefettizio, i lavoratori siano pronti ad intraprendere tutte le forme di protesta atte a superare l’emergenza assistenziale ed occupazionale”.

“Dallo scorso 24 ottobre infatti, l’ospedale Israelitico ha cessato di far parte del SSR interrompendo ogni forma di assistenza alla popolazione e sottraendo circa 100 posti letto che fino ad allora contribuivano a decongestionare i Pronto Soccorso romani; circa 800 famiglie vivono da allora lo spettro della perdita del posto di lavoro tra mille promesse ed altrettanti rimpalli di responsabilità”.

“Una situazione drammatica che si protrae da mesi e che le istituzioni coinvolte nella vicenda devono impegnarsi a risolvere quanto prima. Diversamente, ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità e spiegare agli 800 dipendenti perché la struttura sia stata abbandonata al proprio destino”.

La dott.ssa Ruth Dureghello ha fissato un nuovo incontro con l’ANMIRS per il 29 c.m.

Gradenigo, ANMIRS: Saremo inflessibili cani da guardia sull’osservanza della legge regionale 15/2015

L’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri, prende posizione sulla vicenda “Gradenigo”.

“Ricordiamo a tutti -si legge in una nota- che l’attuale natura giuridica dell’ospedale Gradenigo di Torino è stata raggiunta attraverso un lungo e faticoso iter legislativo che si è concluso la scorsa estate con l’approvazione di una legge regionale specifica”

“Tale legge –precisa Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS– ribadisce non solo come il Gradenigo rimanga un presidio della ASL TO2 equiparato ad un ospedale pubblico, ma soprattutto come esso sia e debba rimanere organizzato strutturalmente e nella regolamentazione del personale come tale, rendendolo diverso da una casa di cura accreditata. I dipendenti, vincitori di concorso pubblico regolarmente approvato dalla Regione, per questo motivo mantengono l’equiparazione dei titoli e dei servizi con i colleghi del SSN ed i pazienti hanno la sicurezza che entrando nel Pronto Soccorso saranno assistiti con le stesse modalità e garanzie degli ospedali pubblici”.

“Questo comporta per Humanitas, dirigenti medici e Regione il diritto dovere di osservare scrupolosamente il Regolamento Ospedaliero in tutte le sue componenti”.

“L’ANMIRS -prosegue la nota- da parte sua sarà inflessibile nel verificare che venga rispettato quanto stabilito dalla legge regionale 15/2015 compresi diritti e doveri di tutti i medici che nel Gradenigo operano ed opereranno in futuro”.

“Non possono nemmeno essere prese in considerazione ipotesi che possano snaturare le modalità di assunzione nel Gradenigo. Humanitas potrà avvalersi di consulenti esterni di provato valore ma questi non potranno in alcun modo sostituirsi al personale strutturato. Resta fermo e inequivocabile che le assunzioni nella struttura dovranno essere regolate dalla già citata legge che l’Amministrazione si è impegnata a rispettare e sulla quale noi, insieme con la Regione saremo vigili cani da guardia”.

Israelitico, ANMIRS: Il commissario Prefettizio ancora non si è insediato Menichella: “A rischio il futuro della struttura”

“La vicenda dell’ospedale Israelitico di Roma sta assumendo sempre più i contorni di una commedia grottesca che oltre a non far ridere nessuno rischia di affossare definitivamente qualunque speranza di rilancio per la struttura”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“A distanza di oltre un mese e mezzo dalla sua nomina da parte del prefetto Gabrielli infatti–spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS – il commissario Massimo Russo attende ancora di potersi insediare all’interno dell’ospedale e quindi diventare effettivamente operativo. Un passaggio tecnico fondamentale che la Regione ha posto come condizione imprescindibile per poter procedere alla riattivazione della convezione con l’Israelitico che quindi continua a vivere alla giornata, senza poter predisporre un serio piano di rilancio che garantisca la sopravvivenza dell’ospedale e la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

“Non sappiamo se dietro al ritardo nell’insediamento del commissario Prefettizio ci siano solo lungaggini burocratiche o altro –prosegue Menichella- ma certamente il passare del tempo ed il rimpallo di responsabilità tra i diversi protagonisti di questa triste storia non fa che penalizzare i circa 700 dipendenti e le loro famiglie, alle prese da mesi ormai con una situazione di precarietà divenuta insostenibile. Si tratta di personale serio ed altamente qualificato rimasto invischiato in questo grave scandalo senza averne alcuna responsabilità. Non possiamo accettare che per colpe di pochi – che tra l’altro non sono in alcun modo più riconducibili alla gestione dell’ospedale- a rimetterci siano i medici, gli infermieri e tutti gli altri professionisti che hanno contribuito in questi anni a rendere l’Israelitico un’eccellenza del sistema sanitario laziale e non solo”.

“Per questo se la situazione non si risolverà nei prossimi giorni, se non nelle prossime ore, non potremo fare altro che appellarci nuovamente al Prefetto Gabrielli, che ha già dimostrato in passato di avere realmente a cuore il destino della struttura mostrando disponibilità in ogni incontro, per cercare di sbloccare questo stallo e far ripartire veramente e non solo a parole l’Israelitico” –conclude il Segretario Nazionale ANMIRS.

Israelitico, ANMIRS: Autorizzazione parziale concessa dalla Regione non risolve problemi ma lascia criticità irrisolte

“L’autorizzazione concessa dalla Regione Lazio all’ospedale Israelitico ad erogare solo prestazioni private e non ancora in tutte le sue sedi non risolve in alcun modo i problemi della struttura ma anzi, lascia la situazione invariata, con tutte le criticità per il personale ed i pazienti che ancora non sanno con certezza quale sarà il loro futuro”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Ci sembra quantomeno strano come le carenze urbanistiche e strutturali dell’ ospedale siano state evidenziate solo oggi, dopo anni di attività ed innumerevoli controlli da parte della Asl e della Regione –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS –Inoltre con questa scelta l’operatività dell’Ospedale non viene garantita: i 100 posti letto disponibili per accettare pazienti provenienti dai Pronto Soccorso dei vari ospedali laziali, come ben noto congestionati, rimangono inutilizzati; il blocco delle prestazioni ambulatoriali aggrava le già bibliche liste di attesa della regione; soprattutto l’ospedale con le sole entrate della attività privata sarà destinato certo a non andare molto lontano”.

“Sinceramente facciamo fatica a comprendere la scelta compiuta dal commissario ad acta nonché presidente Nicola Zingaretti –prosegue ancora Menichella – che, in attesa dell’accreditamento definitivo, legato all’insediamento del Commissario prefettizio, meglio avrebbe fatto a concedere l’accreditamento provvisorio con il quale sarebbe stato possibile avviare la piena ripresa dell’attività, garantendo l’assistenza ai pazienti e agli stessi lavoratori verso i quali invece è stato dimostrato un totale disinteresse considerato che ad oggi i funzionari della Regione non hanno ancora ritenuto opportuno incontrare i sindacati”.

“A questo punto ci domandiamo se dietro al ritardo nell’insediamento del Commissario Russo ci siano solo lungaggini burocratiche o ci sia dell’altro” –conclude la nota.

Israelitico, ANMIRS: Regione dia un segnale o l’ospedale muore

“Continua senza sosta l’odissea dei dipendenti dell’ospedale Israelitico di Roma. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta di sospensiva del decreto del commissario ad acta, Nicola Zingaretti, che aveva revocato l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento per l’ospedale”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Ciò si aggiunge –prosegue la nota- al rischio concreto per i lavoratori di non ricevere o ricevere solo in parte stipendi e tredicesime come già denunciato negli scorsi giorni e all’attesa per l’insediamento del nuovo commissario, il prof. Massimo Russo, nominato di recente dal prefetto Gabrielli, ma che ancora non si è potuto insediare a causa di lungaggini e problemi burocratici. Un particolare non trascurabile se è vero che dal suo arrivo effettivo dipende la riattivazione della convenzione con la Regione”.

“Un quadro desolante che sta portando alla chiusura dell’Israelitico e di cui però in pochi sembrano interessarsene –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS- Basti pensare che la stessa Regione Lazio, ad oggi, non si è ancora degnata di rispondere alla richiesta urgente di incontro che è stata inoltrata negli scorsi giorni dai sindacati per conoscere il reale stato dei fatti e cosa impedisca concretamente la piena riapertura del nosocomio. Infatti la Regione potrebbe quanto meno concedere un’autorizzazione provvisoria ma evidentemente per la struttura commissariale le sorti dell’ospedale non rappresentano un problema urgente. Peccato che per i dipendenti e per le loro famiglie questo rimpallo di responsabilità si traduca in un presente carico di preoccupazioni e in un futuro incerto”.

“Il tempo delle chiacchiere è comunque finito. Se qualcuno alla Pisana ha veramente a cuore le sorti dell’Israelitico lo dimostri subito, altrimenti l’ospedale è condannato a morire in una lenta agonia e a pagare sarà come al solito chi non ha avuto alcuna responsabilità in questa triste vicenda, ovvero i pazienti ed i dipendenti” –conclude Menichella.

Israelitico, ANMIRS: A rischio stipendi e tredicesime per tutto il personale. Regione conceda almeno autorizzazione temporanea

“Dopo un periodo di annunci trionfalistici e di grande ottimismo, la situazione all’ospedale Israelitico di Roma rischia nuovamente di piombare nel caos più profondo. Il commissario straordinario nominato dalla comunità Ebraica, il prof Celotto, ha infatti comunicato ai sindacati di non poter garantire ad oggi la regolare erogazione di salari e tredicesime per tutti i dipendenti della struttura sanitaria, a causa della mancata riattivazione della convenzione tra la stessa e la Regione Lazio che a sua volta starebbe aspettando l’effettivo insediamento del commissario nominato dal prefetto Gabrielli, il prof. Massimo Russo”.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“Si tratta di un fatto gravissimo che getta nuovamente una pesante ombra sul futuro degli 800 dipendenti dell’Israelitico e delle loro famiglie –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS- travolti da uno scandalo di cui non hanno alcuna colpa”.

“Non possiamo accettare che i lavoratori ed i pazienti di un centro di eccellenza della sanità regionale vengano abbandonati al proprio destino – prosegue ancora Menichella- a causa di lungaggini burocratiche e di rimpalli di responsabilità stucchevoli tra chi è stato chiamato a garantire la sopravvivenza ed il rilancio dell’Israelitico”.

“Al tempo stesso ci auguriamo che il presidente nonché commissario ad acta Zingaretti ed i suoi tecnici si attivino, in attesa di reinstaurare la convenzione con l’ospedale, per concedere quantomeno un’autorizzazione temporanea che potrebbe restituire la dignità e certezze per il proprio futuro a tutti i dipendenti. Diversamente, ognuno sarà chiamato ad assumersi le proprie responsabilità” – conclude la nota.

Sanità religiosa, ANMIRS: Bene commissione Pontificia. Svolta attesa da tempo

“Apprendiamo con sollievo la decisione del Santo Padre di istituire la ‘Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa’ che farà riferimento direttamente alla Segreteria di Stato. Si tratta di un intervento importante ed atteso da tempo, una vera e propria ‘svolta’ che servirà a ridare fiducia e certezze alle oltre 25mila famiglie che dagli ospedali religiosi dipendono.

Lo comunica, in una nota, l’ANMIRS, Associazione Nazionale Medici Istituti Religiosi Spedalieri.

“I gravi fatti di cronaca occorsi negli ultimi anni hanno purtroppo spostato l’attenzione dal reale valore cristiano che l’assistenza della Spedalità religiosa ha tanto amorevolmente e professionalmente erogato a tutti i bisognosi di cura senza differenza di ceto, religione o colore –spiega Donato Menichella, Segretario Nazionale ANMIRS – e hanno messo a rischio la tenuta della sanità Religiosa classificata provocando danni di cui ancora oggi i dipendenti degli ospedali religiosi stanno pagando le conseguenze”.

“Pertanto, con il cuore colmo di speranza, non possiamo che plaudire alla decisione di Papa Francesco di dare un punto di riferimento stabile e sicuro per i nostri ospedali, un interlocutore al quale siamo pronti ad offrire la nostra disponibilità e la nostra collaborazione sin da subito per il rilancio e lo sviluppo degli ospedali classificati. Siamo certi che il Segretario di Stato, il Cardinale Parolin, saprà scegliere professionisti di altissimo rilievo a cui auguriamo buon lavoro” –conclude Menichella.